Quanto costa la pubblicità a Torino
Dipende da tre cose: dove, per quanto tempo, e soprattutto se lo spazio lo scegli tu o te lo assegnano.
L’ultima è quella che pesa di più, ed è anche quella di cui non parla quasi nessuno. Qui trovi l’unico prezzo pubblico che esiste in questo mestiere, che cosa compra davvero, e come si determina il prezzo di tutto il resto.
L’unico prezzo pubblico: le affissioni del Comune
Il Comune di Torino applica una tariffa fissa per le pubbliche affissioni: 177,60 € per un poster 6×3, quattordici giorni, singola facciata. È l’unico importo del settore che chiunque può verificare, perché è deliberato e pubblicato.
Va letto per quello che è.
A quella cifra si aggiungono la stampa del manifesto e la posa, che restano a carico dell’inserzionista. Il Comune vende lo spazio, non il manifesto affisso.
E c’è una seconda cosa, che conta di più del prezzo: non scegli dove finisce.
Le affissioni comunali si acquistano a circuito, cioè a blocchi di postazioni assegnate. Dentro un blocco ci sono posizioni buone, posizioni normali e posizioni su strade dove non passa nessuno: tratti senza traffico, vie chiuse, muri che nessuno guarda perché non c’è motivo di guardarli. Il prezzo è lo stesso per tutte, e quali ti tocchino non lo decidi tu.
Per certe campagne è esattamente la scelta giusta. Se devi coprire la città con molti manifesti e quello che conta è il numero, il circuito comunale fa il suo lavoro, e a un costo che nessun privato può avvicinare.
Quando invece ti serve essere visto in un posto preciso — sull’asse che porta al tuo punto vendita, nella via dove passa chi ti interessa, davanti al bacino di clienti che stai cercando — il circuito da solo non basta: lì stai comprando quantità e sperando nella qualità.
Il più delle volte i due strumenti si combinano, e non è un compromesso: è come si pianifica. Il circuito comunale porta la copertura larga, molti manifesti su molta città; due o tre posizioni scelte presidiano i punti che contano davvero per te. Il primo ti dà il numero, le seconde ti danno il posto.
Quale sia il mix giusto dipende da che cosa devi ottenere, ed è la prima cosa di cui parliamo quando ci scrivi: non «quanti manifesti vuoi», ma chi deve vederli e dove passa.
Che cosa cambia pianificando con un media owner
La differenza non è il prezzo: è che la posizione la scegli.
Quando pianifichi con noi sai in anticipo su quale impianto sarà il tuo manifesto, lo vedi in fotografia prima di decidere, e sai che cosa gli passa davanti. Se una posizione non è libera nel tuo periodo te lo diciamo prima, e ne guardiamo un’altra insieme.
Sui nostri impianti stampa e installazione sono comprese nella tariffa: il prezzo che ti diamo è il prezzo del manifesto affisso, non dello spazio vuoto.
E c’è una cosa che vale la pena dire chiaramente, perché è il motivo per cui esiste questo mestiere: una posizione buona non costa il doppio di una scarsa, ma vale molte volte tanto. La differenza fra un impianto su un asse a scorrimento e uno in una via secondaria non è nel prezzo di listino: è in quante persone lo vedono, e in che stato d’animo lo vedono.
Perché su questa pagina non trovi un nostro listino
Non pubblichiamo prezzi, e non è reticenza: un listino ti farebbe pagare una media.
Lo stesso impianto non vale uguale a ottobre e ad agosto. Due settimane su una posizione del centro non sono confrontabili con due settimane in periferia. E il costo cambia se la creatività ce l’hai già pronta o se la prepariamo noi.
Un numero pubblicato dovrebbe coprire tutti questi casi insieme: finirebbe per essere troppo alto per chi ha una richiesta semplice e troppo basso per chi ne ha una articolata. Sbagliato in entrambe le direzioni.
Preferiamo l’altra strada. Ci dici periodo, durata e che cosa vuoi comunicare, e ricevi una quotazione sul tuo caso: le posizioni disponibili in quel periodo, le fotografie, i formati e il prezzo. Bastano tre righe, e rispondiamo di solito lo stesso giorno.
Da che cosa dipende il prezzo
Sono quattro cose, in ordine di peso.
La posizione. È il fattore principale e non è aggirabile: quanto traffico passa, a che velocità, se pedonale o veicolare, se lo sguardo ha un motivo per andare lì.
La durata. L’affissione classica e il circuito digitale seguono la quattordicina del calendario nazionale, quattordici giorni. Il singolo schermo digitale si pianifica a mese. Periodi più lunghi hanno condizioni diverse.
Il periodo dell’anno. Saldi, festività, grandi eventi in città: nei momenti di domanda alta gli spazi si esauriscono prima e valgono di più. Pianificare con qualche settimana di anticipo cambia sia la scelta sia il prezzo.
Che cosa è compreso. Sui nostri impianti di affissione la tariffa comprende produzione del manifesto e installazione. Sul digitale comprende gestione e caricamento della creatività, imposta pubblicitaria, consumi elettrici e manutenzione. Sono perimetri diversi, e vanno letti prima di confrontare due numeri.
I tre modi di essere visti a Torino
Nel centro storico pedonale
Vetrine e poster retroilluminati lungo l’asse che va da piazza Carlo Felice a piazza Vittorio, e i tre schermi digitali fra via Roma e piazza Castello. Qui il pubblico cammina, si ferma e guarda le vetrine: è il contesto in cui un messaggio viene letto, non intravisto. Nel centro pedonale il 6×3 non esiste: i mezzi sono questi.
Sui grandi assi veicolari
Cartelloni 6×3 illuminati, corso Vittorio Emanuele compreso. Traffico alto, visione veloce, messaggio che deve funzionare in due secondi. È il mezzo classico della copertura cittadina.
In periferia e nei quartieri
Cartelloni 6×3 cartacei e 4×3. Costano meno, coprono i bacini residenziali e commerciali fuori dal centro, e sono lo strumento giusto quando il tuo cliente sta in una zona precisa della città.
Nessuno dei tre è migliore degli altri: rispondono a domande diverse. Se non sai quale ti serve, è esattamente la cosa su cui ti diamo una mano quando ci scrivi.
Domande frequenti
Qual è il budget minimo per una campagna?
Non c’è una soglia fissa. La variabile che conta di più non è quanto spendi, è su che cosa: la stessa cifra può comprare molti manifesti in posizioni assegnate o pochi in posizioni scelte. Diccelo prima, e ti diciamo che cosa è realistico ottenere.
Posso comprare un solo giorno?
No. L’affissione classica e il circuito digitale si pianificano a quattordicina, il singolo schermo a mese. Sono i tagli con cui funziona il calendario del settore, e sono anche i tempi sotto i quali una campagna non fa in tempo a essere vista.
Il prezzo cambia durante l’anno?
Sì. I periodi di domanda alta — saldi, festività, eventi cittadini — hanno disponibilità ridotta e condizioni diverse. Se hai in mente uno di quei periodi conviene muoversi con anticipo.
È compresa la stampa del manifesto?
Sui nostri impianti di affissione sì, insieme all’installazione. Sulle affissioni comunali no: lì stampa e posa sono a carico tuo. È una delle differenze da tenere presenti quando si confrontano i due numeri.
Che differenza c’è fra uno spazio digitale e un cartellone?
Il cartellone è possesso esclusivo di una superficie per tutto il periodo: c’è solo il tuo messaggio. Lo spazio digitale è una quota di schermo in rotazione, che in cambio ti dà ripetizione e la possibilità di cambiare la creatività in corsa. Sono due logiche diverse, e per questo i due prezzi non si confrontano a numero.
Lavorate anche con agenzie e centri media?
Sì, con condizioni proprie del canale intermediato. Le trovi descritte nella pagina dedicata.
Chiedi una quotazione sul tuo caso
Indicaci periodo, durata e che cosa vuoi comunicare. Se hai già in mente una zona o un impianto, ancora meglio.
Rispondiamo con le posizioni disponibili in quel periodo, le fotografie, i formati e il prezzo.
Le disponibilità sono confermate al momento dell’ordine.

