Perché il 6×3 e lo schermo digitale non si confrontano a numero
Il 6×3 lavora sulla permanenza: la stessa immagine, nello stesso punto, per tutta la quattordicina. Chi passa di lì la incontra ogni giorno, sempre uguale, e il messaggio si sedimenta.
Lo schermo lavora sulla ripetizione e sul cambiamento: lo stesso passante lo incrocia più volte nella stessa giornata, il messaggio si sostituisce quando serve senza stampare niente, e va in onda dove un cartellone non può esistere — nel tratto pedonale del centro.
Non sono lo stesso mezzo a due prezzi. Rispondono a due domande diverse: farsi trovare da chi attraversa la città, o farsi riconoscere da chi la vive.
Sugli spazi del centro storico — schermi digitali, poster retroilluminati e vetrine — il criterio è la posizione, non la superficie: nel centro due posizioni a cento metri l’una dall’altra non valgono lo stesso, e il valore si verifica sul momento.